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Pannello Porta Lame

Un racconto. Come si ascolta adesso, a sessant’anni di distanza, un’esperienza più lontana di due generazioni. Dentro la battaglia che prende il nome da questa porta, dentro al suono come memoria oltrestorica, dentro alla tecnica nella sua implacabile potenza.

La storica battaglia del 7 novembre 1944 come evento sonoro, l’inumanità della guerra mondiale che trova la sua corrispondenza musicale nelle vertiginose possibilità dell’elettronica.

Una composizione inedita a partire dalle testimonianze di William Michelini e Renato Romagnoli.

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Quello che rimase di una delle due palazzine del macello comunale, in Via del Macello, dopo la battaglia di Porta Lame. I fascisti avevano piazzato una mitragliatrice sul campanile della chiesa

Per colpire le due palazzine del macello, occupate dai partigiani, i tedeschi piazzarono questo cannone 88 in Viale Pietramellara, in angolo con Via Carlo Alberto (oggi via Don Minzoni). Gli edifici che si vedono al centro sono stati demoliti nel dopoguerra

Accanto al cannone 88, piazzato dai tedeschi in Viale Pietramellara, fu sistemato questo cannoncino a tiro rapido per colpire le due palazzine del macello occupate dai partigiani. Sulla sinistra l’edificio che ospitava allora, come oggi, un istituto professionale. Sulla destra lo stabile dell’Ente autonomo comunale di consumo, oggi chiamato Forno del pane

Il capitano delle SS Hugo Gold (al centro) segue le fasi della battaglia di Porta Lame

Militi delle brigate nere prendono parte alla battaglia di Porta Lame. Sono appostati in Via Roma (oggi Via Marconi) accanto all’edificio scolastico


Associazione Nazionale Partigiani d'Italia